Ogni anno, il 4 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale degli Animali, un momento simbolico che nel 2025 assume un significato particolare: cresce, anche nelle istituzioni internazionali, l’idea che la salute non possa più essere considerata come un concetto individuale. Nasce così un nuovo che riconosce come la salute umana, quella animale e quella ambientale siano profondamente interconnesse.
Nel settore PET, spesso si parla di alimentazione, prevenzione, vaccini, igiene domestica. Ma raramente si affronta un tema più ampio e culturale: come le nostre abitudini quotidiane influenzano, nel bene e nel male, lo stato emotivo e fisiologico degli animali con cui conviviamo. Non solo attraverso ciò che facciamo per loro, ma attraverso ciò che facciamo per noi stessi e per l’ambiente che condividiamo.

Il vero equilibrio comincia in casa: cosa significa vivere in un ambiente “in equilibrio“?
Quando se ne parla, si pensa spesso a scenari globali: cambiamenti climatici ed ecosistemi. Tuttavia,
l’applicazione più concreta e immediata parte dalle mura domestiche, dai piccoli spazi in cui esseri umani
e animali convivono ogni giorno.
Secondo i dati presentati in occasione della Giornata Mondiale degli Animali 2025, oltre il 70% dei disturbi
comportamentali nei cani e nei gatti è correlato indirettamente allo stato di stress del proprietario e alla
qualità dell’ambiente di vita.
Un animale non vive solo nel nostro salotto o nel nostro giardino: vive nel nostro ritmo, respira la nostra
stessa aria, assorbe – letteralmente – le variazioni del nostro stato mentale attraverso il linguaggio del
corpo, l’odore, la voce, la postura. La convivenza non è solo presenza fisica: è scambio costante.
Acqua e idratazione: un indicatore condiviso di benessere
Il 2025 è segnato da una forte attenzione pubblica al tema dell’acqua, tra siccità ricorrenti e discussioni sulla qualità delle acque potabili domestiche. Parlare di idratazione, quindi, non significa solo promuovere buone pratiche di consumo, ma capire che corpo umano e corpo animale reagiscono in modo simile alla carenza di acqua o a una sua scarsa qualità.
- La disidratazione cronica nell’uomo è associata a irritabilità, ridotta concentrazione e affaticamento.
- Negli animali domestici comporta apatia, variazioni nella termoregolazione e predisposizione a disturbi urinari.
Quando una famiglia beve poca acqua o la considera un gesto meccanico, anche l’animale può assumere un comportamento simile, riducendo l’assunzione spontanea. Allo stesso modo, l’uso di recipienti non lavati correttamente o l’acqua lasciata stagnante incide sulla qualità complessiva dell’ambiente microbiologico condiviso. Non è solo una questione di igiene: è una questione di cultura della cura.
Respiro e aria indoor: un microclima che parla di noi
La qualità dell’aria interna alle abitazioni ha un impatto rilevante sul comportamento e sulla fisiologia
degli animali domestici.
Un’eccessiva presenza di polveri sottili, detergenti dalle alte emissioni chimiche, ambienti troppo chiusi o
troppo secchi possono generare irritazione delle mucose, agitazione del respiro e disturbi del sonno negli
animali. In parallelo, gli esseri umani riportano mal di testa, senso di stanchezza e aumento della tensione
muscolare.
In uno studio condotto su ambienti domestici urbanizzati, è stato rilevato che la frequenza respiratoria
degli animali varia sensibilmente in base all’umidità e al ricambio d’aria, riflettendo una condizione moltosimile a quella dei proprietari. Respirare insieme lo stesso ambiente significa condividere la stessa qualità
di vita.
Stress umano e comportamento animale: dati e relazione diretta
Da settembre 2025, cresce del 28% il numero di consulenze veterinarie comportamentali motivate da
iperattività, vocalizzazioni e difficoltà di gestione dell’interazione uomo-animale.
L’analisi condotta evidenzia che in 7 casi su 10 il comportamento alterato dell’animale è correlato allo
stato emotivo del proprietario. Un cane che abbaia compulsivamente o un gatto che manifesta segnali di
irritazione non sono solo “cani nervosi” o “gatti difficili”: sono spesso indicatori biologici di una tensione
più ampia dell’ambiente relazionale.
Questo non significa colpevolizzare le famiglie, ma riconoscere che prendersi cura del proprio equilibrio
emotivo è un atto di prevenzione anche veterinaria. Il benessere non è mai individuale.
Gesti minimi, effetti sistemici
In occasione della Giornata Mondiale degli Animali, molte iniziative istituzionali invitano a riflettere sulla
cura dell’ambiente e sulla prevenzione delle malattie, non solo attraverso campagne pubbliche o grandi
progetti, ma attraverso gesti domestici, apparentemente minimi, come:
- mantenere una routine di idratazione consapevole, anche per gli animali;
- arieggiare regolarmente gli ambienti, evitando l’accumulo di sostanze volatili;
- osservare come reagisce l’animale ai cambiamenti emotivi e ambientali della casa;
- considerare la salute mentale del proprietario come parte integrante della salute dell’animale.
Non un progetto, ma un patto di convivenza
La Giornata Mondiale degli Animali 2025 ci ricorda che vivere con un animale non significa solo garantirgli
cibo, cure veterinarie o affetto. Significa partecipare consapevolmente a una relazione biologica e
ambientale condivisa, in cui ogni scelta – da come respiriamo a come gestiamo le risorse di casa –
costruisce un terreno comune di salute.
Pertanto questa visione applicata al quotidiano, non è un concetto astratto, ma un patto di convivenza
responsabile, che trasforma la cura di sé in una forma di tutela animale e ambientale allo stesso tempo.
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Antonella Dapporto
Fondatrice di Drop by Drop
Un progetto che unisce persone, conoscenza e consapevolezza






