COME NUTRIRE UN BOA
In cattività un boa dovrebbe mangiare topi, ratti e da adulto conigli o polli. In generale dovrebbe mangiare prede vive, ma per evitare eventuali danni al serpente causati dalle stesse prede è meglio dare al boa prede appena morte; esso infatti accetta quasi sempre prede morte decongelate; questo è un aspetto da non sottovalutare quando si decide di acquistare un serpente,perché non sono rari i casi in cui un ratto o un topo offerto vivo come pasto, abbia ferito e talvolta ucciso il proprio predatore.
Qualora si volessero usare prede surgelate è necessario utilizzare integratori per rettili contenenti vitamine. Bisogna assolutamente evitare di dare al serpente pezzi di carne di manzo o parti di pollo, i rettili devono mangiare prede intere, per digerire parte del pelo e delle ossa, oltre che le interiora.
Occorre fare attenzione anche alle dimensioni delle prede che si danno al boa, se è un piccolo bisogna cominciare con piccoli topolini, durante la crescita occorre adattare la dimensione delle prede fino ad arrivare a conigli o polli.
Se le prede sono troppo piccole il serpente potrebbe non riconoscerle come cibo e quindi non attaccarle, se sono troppo grandi potrebbe rigurgitarle. Attenzione a non dare troppo cibo al vostro animale, molto spesso i boa come i pitoni sono sovralimentati.
ualora il Boa dovesse rifiutare un pasto,sarà nostra cura lasciarglielo a disposizione per qualche ora,per poi buttarlo via e riprovare il giorno successivo alla stessa maniera;probabilmente esso riprenderà ad alimentarsi regolarmente, ma se così non fosse sarà opportuno rivolgersi ad un veterinario specializzato. Alimentandolo regolarmente con prede morte,sarà necessario di tanto in tanto integrare la sua dieta con complessi multivitaminici che inseriremo (se capsule o compresse) o inietteremo (se liquidi) all’interno del corpo della preda offertagli.
È necessario fargli fare anche un po' di moto per bruciare le calorie ed i grassi in eccesso; fate quindi molta attenzione alle dimensioni del terrario.
I piccoli di boa dovrebbero mangiare circa una volta alla settimana, durante la crescita si dirada il numero di volte in cui si offre il cibo fino ad arrivare a somministrare il cibo ad un boa adulto una volta ogni due o tre mesi circa. È necessario lasciare a disposizione al boa una grossa bacinella di acqua pulita, in cui possa bere, immergersi e defecare. Cambiare l'acqua ogni volta che è sporca o lo ritenete necessario.
Dr K. Khadivi Medico Veterinario
L'alimentazione del cane: un amletico dilemma
La scelta del tipo di alimentazine da fornire al proprio animale rappresenta il Veterinario un quesito quotidiano. Sia che si tratta di alimenti commerciali o preparati in casa, l'essenziale è essere rigorosi nella scelta dell'alimento e nelle proporzioni delle materie prime da impiegare.
Analogamente all'uomo, i principi nutritivi necessari al cane comprendono: carboidrati, proteine, grassi, sali, minerali e vitamine. La convivenza con l'uomo ha trasformato il cane, da carnivoro quale era in origine, ad un onnivoro, pur rimanendo la carne un elemento fondamentale nella dieta dell'animale.
Una corretta alimentazione è il fondamento per un adeguato stile di vita; la scelta dell'alimento prevede tre possibilità: razione casalinga; preconfezinata (secco/umido); mista.
Esistono poi le cosiddette diete terapeutiche, regimi alimentari per particolari fabbisogni o stai di salute, da impegare esclusivaemente su consiglio del Veterinario.
Alimentazione casalinga
Consiste nella preparazione del cibo con materie prime quali carne (pollo, manzo, tacchino) pesce, latticini (ricotta), cereali (riso o pasta), verdure (carote, zucchine, ecc...), ed olio di semi vari.
La quantità di carne da fornire al cucciolo in accrescimento è di circa 40 grammi per kg di peso corporeo, in un soggetto adulto 12 - 15 grammi/kg.
Nel cane di razza dalmata è preferibile utilizzare carni bianche, provviste di un tenore proteico ridotto; in tali cani è possibile la comparsa di calcoli di acido urico, una sostanza derivante dal metabolismo della proteine e dotata di scarsa solubilità nelle urine.
Tuttavia, l'alimentazione casalinga richiede un'integrazione vitaminica e minerale, affinchè i fabbisogni del cucciolo e dell'adulto (differenti per taglia e peso) siano soddisfatti. Diversamente dall'uomo, il cane non ha la necessità di variare quotidianamente l'alimentazione: cambiamenti non graduali e interruzione improvvisa di un nuovo cibo sono responsabili di problemi di salute.
Cibi preconfezionati
L'avvento dei cibi preconfezionati ha consentito di ridurre il tempo per la preparazione della razione dei nostri animali, di scegliere l'alimento in funzione dell'età e della taglia del cane (piccolo, medio, grande, gigante) e di fornire in quantità appropriate vitamine e sali minerali. Inoltre la gamma dei gusti dei cibi in commercio è tale da soddisfare anche i palati più raffinati.
L'impiego di un alimento commerciale risulta fondamentale soprattutto nella razze di medio-grassa taglia soggette a disturbi ortopedici dell'accrescimento, in quanto vengono forniti in modo equilibrato ed in forma assimilabile elementi importanti nello sviluppo dello scheletro (calcio e fosforo).
La scelta del cibo secco rispetto a quello umido è a discrezione del proprietario; gli alimenti secchi si conservano più facilmente, hanno il vantaggio di svolgere una funzione paragonabile a quella di un dentifricio, facilitando la masticazione e la pulizia dei denti e sono comodi da trasportare.
E' fondamentale lasciare all'animale dell'acqua fresca e pulita.
Esistono varie marche di alimenti; è opportune che nelle fasi di crescita venga utilizzato un alimento adatto, che verrà sostituito con quello di mantenimento al raggiungimento dell'età indicata dal produttore.
Alimentazione mista
Consiste nell'alternare alimenti commerciali ad alimenti preparati dal proprietario.
E' indicata per gli animali che no gradiscono il cibo preconfezionato e consente a questi di ricevre (anche con un unico pasto preconfezionato al dì) la corretta integrazione.
Personalmente preferirei che tale opzione venisse impiegata solo al termine del periodo di accrescimento del cane per evitare squilibri nutrizionali in un'età molto delicata, ossia quella dello sviluppo corporeo.
Un furetto per amico
Leonardo da Vinci potrebbe averlo ritratto nel quadro “La dama con l’ermellino”, Plinio e Aristotele lo descrivono ed Aristofane lo cita nelle sue commedie ...Stiamo parlando del furetto (Mustela putorius furo) che appartiene alla famiglia dei mustelidi e sta diventando l’ultima moda in fatto di animali domestici: negli Stati Uniti lo hanno scelto dieci milioni di famiglie, in Italia “solo” qualche migliaia.
In questo caso, però, si tratta di “ritorno al passato”, infatti, il furetto è un animale domestico da quando l’uomo ha iniziato ad allevarlo, ovvero 2500 anni orsono. Nel nostro Paese è nata anche Furettomania (www.furettomania.it): l’associazione raccoglie 400 soci e organizza, tra l’altro, i furetto-party per permettere agli animali di socializzare con i loro simili.
Foto di Mauro Paolo Cascasi In Italia, nei negozi specializzati, oltre ai furetti nostrani, si possono trovare quelli svedesi, neozelandesi e americani. Il costo? Circa 180 euro, mentre per il loro mantenimento occorre
stanziare più di due euro al giorno. Cosa mangia un furetto? I cibi preferiti sono uova, carne e grasso di pollo, mentre non ama il pesce; da evitare la cioccolata, il latte e i dolci. I mangimi sono difficili da reperire, ma si possono utilizzare quelli per gatti. Chi possiede un furetto, alcuni iscritti all’associazione ne hanno più d’uno, sostiene che caratterialmente unisce le caratteristiche del cane e del gatto: si affeziona al padrone e soffre se viene lasciato solo, ma è indipendente, curioso e giocherellone, inoltre difficilmente scatena allergie. Un furetto adulto pesa dal mezzo chilo ai due chili ed è lungo circa sessanta centimetri (coda compresa), le femmine sono leggermente più piccole. Per una buona convivenza con gli uomini, il furetto va educato, ad esempio nell’uso della cassetta per i bisogni quotidiani e a non mordere...indubbiamente è indispensabile non perdere la pazienza nel corso delle lezioni di “galateo”. Una volta educato il furetto può seguire il padrone ovunque al guinzaglio, nel trasportino dei gatti o addirittura sulla spalla. Socievole, fedele, giocherrellone, affettuoso...ma, vi sono due piccoli problemi da risolvere: l’odore e il calore delle femmine. L’odore sgradevole è una difesa del furetto: quando si sente minacciato marca il territorio; l’unica possibilità per eliminare questo problema è intervenire chirurgicamente asportando le ghiandole para-anali responsabili della “puzza”. Le femmine vanno in calore una volta all’anno e devono accoppiarsi, il calore, infatti, non regredisce spontaneamente come accade per i cani o per i gatti, così, se non avviene l’accoppiamento, muoiono di anemia. Per evitare il problema è opportuno precedere alla sterilizzazione della femmina, in caso contrario occorre prepararsi ad accudire una cucciolata di sei/otto piccoli furetti. Sia nel caso dell’asportazione delle ghiandole para-anali sia per la sterilizzazione è opportuno attendere che il furetto abbia raggiunto i 7/8 mesi.
Ulcera gastrica: forse una nuova forma di "zoonosi"
Con il termine "zoonosi" si definiscono tutte quelle patologie trasmissibili dagli animali all’uomo.
Secondo le indagini dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità),patologie gastriche come l’ulcera gastrica o peptica, in forme croniche o acute, asintomatiche o accompagnate da forti dolori, colpiscono circa la metà della popolazione dei Paesi industrializzati e, nell’80% dei casi in media, il responsabile è il battere Helicobacter pylori, un microorganismo fra i più virulenti. Da studi condotti su animali domestici come cani, gatti e suini è emerso che non solo questi animali sono colpiti da altri ceppi molto virulenti di Helicobacter, come ad esempio l’H. Felis, l’H. Bizzozeronii, l’H. Salmonis e l’H. Heilmannii, ma che tali batteri sono trasmissibili all’uomo. Batteri geneticamente identici sono stati infatti trovati sia nel gatto, sia nel suo padrone, prova evidente che si tratta di una zoonosi.
Anche i pulcini soffrono
Il coordinamento animalista della Versilia (composta dall'Associazione salvezza animali, Lega nazionale per la difesa del cane e Lega antivivisezione) si oppone alla donazione di pulcini vivi ai bambini nell'ambito della mostra agro-zootecnica di Massarosa (in provincia di Massa).
L'iniziativa, secondo gli organizzatori, è nata con lo scopo di far conoscere ai bimbi gli animali della campagna, ma, come spiega Lory Bottari coordinatrice del movimento, non è rispettosa nei confronti dei poveri pulcini. Fuori del loro ambiente a pochi giorni dalla nascita e nelle mani di un bambino che li tratterà come giocattoli, non potranno che soffrire. Secondo la Bottari, sarebbe più istruttivo per i bambini e più giusto dal punto di vista etologico organizzare gite in campagna, dove è possibile vedere i pulcini nel loro ambiente naturale: nell'aia con mamma chioccia.









