Get Adobe Flash player
Seguici su Twitter
Facebook Like Box

EXOTIC SHORTHAIR

exoticNon è ancora chiaro se questa razza è nata dall’incrocio di un Persiano con un American Shorthair o con un Burmese. Ciò che è certo è che il primo esemplare fu ottenuto per caso nel tentativo di migliorare le caratteristiche del Persiano, ma i piccoli nati conquistarono gli allevatori per il loro aspetto "da orsacchiotto". La razza Exotic nacque nel 1967 ma giunse in Europa soltanto negli anni ’80. Dal 1984 questa razza è stata riconosciuta ufficialmente dalla FIFE (Federazione internazionale felina).

"Sembra un persiano con il pelo corto": una semplice frase che descrive appieno le caratteristiche fisiche di questa razza felina. La particolarità dell’Exotic è il pelo così denso e folto da far sembrare il gatto tondo e soffice. Questo pelo corto non necessita di frequenti spazzolature perché non è soggetto alla formazione di nodi: questa caratteristica rende l’Exoticadatto a quanti vorrebbero avere un Persiano ma… sono troppo pigri!

Si tratta di un gatto tranquillo, dolce e imperturbabile; nulla di ciò che accade intorno a lui sembra disturbarlo. In particolare i maschi sono più affettuosi delle femmine, decisamente più indipendenti. Adora stare vicino al padrone, richiedendogli coccole semplicemente sedendosi di fronte a lui e fissandolo negli occhi. Pur cercando spesso il contatto con il padrone, difficilmente l’Exotic accetta di dormire con lui, prediligendo luoghi più freschi come, ad esempio, il pavimento. E’ un gran giocherellone, basta anche un semplice bastoncino per farlo saltare tutto il giorno. I gatti Exotic raggiungono tardivamente la maturità sessuale e rimangono vivaci per lungo tempo: questo li rende adatti come nuovo membro di una famiglia.

GATTO DOMESTICO

filogenesiSecondo gli studiosi, l'antenato preistorico del gatto domestico risale addirittura a circa 40 milioni di anni fa, si chiamava Miacis ed era un agile carnivoro cacciatore. Nei successivi 10 milioni di anni, il Miacis si è evoluto dando origine a due distinti rami filogenetici: da una parte gli Holophoneus, di enormi dimensioni e destinati ad una veloce estinzione, dall'altra i Dinictis, molto più piccoli e quindi adattabili alle modificazioni ambientali. Tutti i felini odierni discendono da questo ramo, compreso il gatto domestico di cui esistono numerose varietà grazie all'intervento dell'uomo . Nei giacimenti preistorici sono stati rinvenuti raramente resti di felini accanto a quelli umani, perciò gli esperti ritengono che la domesticazione del gatto sia avvenuta in un secondo momento rispetto al loro incontro, "solo" 4500 anni fa e per volere del felino stesso. Infatti, lo stoccaggio del cibo in rudimentali magazzini aveva causato il proliferare dei topi vicino alle abitazioni e l'astuto mammifero non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di procurarsi un pasto facile e abbondante. 

egittoIl gatto conobbe il suo momento d'oro nell'antico Egitto, dove veniva adorato come una divinità, simbolo di fertilità e maturità, ancora prima di essere addomesticato. Il piccolo felino si diffuse dall'Egitto in tutto il mondo grazie al contributo di mercanti e viaggiatori; anche il suo nome latino, Cattus, pare derivi dal termine egiziano "Qato". Apprezzato come animale da compagnia e da lavoro da Etruschi e Romani, il gatto attraversò un triste periodo nel Medioevo: veniva considerato un animale demoniaco e perciò seviziato mentre il suo padrone era accusato di stregoneria. Riacquistò popolarità e benevolenza nel 1700 e da quel momento è diventato uno degli animali domestici più diffusi, grazie anche alle nuove ricerche mediche che lo hanno escluso dalla lista degli animali portatori di malattie.Esistono tre diversi grandi gruppi di razze feline: i gatti a pelo corto diffusi prevalentemente in Europa, i gatti a pelo lungo tipici del Medio Oriente e i gatti caratteristici dell'Estremo Oriente, con corpo agile e flessuoso. Al momento non esistono spiegazioni per questa distribuzione, anche perché l'ibridazione fra le diverse razze di gatti domestici e fra domestici e selvatici ha reso difficile la costruzione della corretta filogenesi.

SACRO DI BIRMANIA

sacro-di-birmaniaLe origini di questa razza sono avvolte nel mistero delle leggende indocinesi; si narra, inaffti,  che molti secoli fa alcuni monaci custodissero una statua d’ora raffigurante un gatto con due zaffiri al posto degli occhi e allevassero cento gatti dalle zampe color terra. La statua era venerata come la dea deputata alla reincarnazione delle anime e i gatti erano la concretizzazione della reincarnazione. Alcuni briganti tentarono di saccheggiare il tempio, ma un gatto si accanì contro di loro per difendere il capo dei sacerdoti. Quasi avesse acquistato potere dalla statua, il suo pelo divenne color oro e i suoi occhi assunsero il colore degli zaffiri, ma i calzini rimasero bianchi. La stessa trasformazione mutò gli altri novantanove gatti. Il vecchio saggio e il gatto morirono, ma la razza si perpetuò grazie ai superstiti.

La leggenda giustifica il nome Sacro di Birmania, ma gli studiosi pensano più concretamente ad una razza nata per caso nel corso di incroci fra persiani e angora dagli occhi azzurri. Il capostipite della razza è un gatto francese, Poupée de Madalpour, presentato per la prima volta ad una esposizione felina nel 1920. Purtroppo, con la seconda guerra mondiale la maggior parte degli esemplari andò perduta, ma si ricostituì la razza a partire da un’unica coppia francese rimasta.

E' un gatto abbastanza massiccio, dall’ossatura forte. Il cranio è rotondo, con guance piene; le orecchie sono piccole portate leggermente inclinate in avanti; gli occhi sono ovali, grandi e di un azzurro intenso. Il naso e di lunghezza media con stop un po’ pronunciato. Le zampe sono corte e forti, con i piedi grandi e tondi. La coda è mediamente lunga e a pennacchio.

Il pelo varia da medio a lungo a seconda delle zone del corpo; forma una folta gorgiera ed è lungo sui fianchi. E’ liscio e setoso, con poco sottopelo, caratteristica che evita il formarsi dei nodi e non obbliga i padroni a spazzolare continuamente l’animale. La varietà tradizionale è detta seal point, con pelo chiaro e lucente color oro con zone più scure a livello di muso, orecchie, zampe, coda e parti genitali. La caratteristica del Sacro di Birmania sono i guanti bianchi divisi nettamente dal resto della zampa: sulle anteriori la zona bianca si ferma in modo simmetrico a livello della seconda o terza falange; sulle zampe posteriori il bianco sale fino ai garretti e termina con un motivo a punta.

E' un gatto dolce e gentile, che ama giocare ed è perciò adatto per i bambini. 

OCICAT

ocicatNasce in America, precisamente nello stato del Michigan nel 1964. E’ il risultato di un cocktail di razze, tra cui il Siamese color cioccolato e l’abissino che diedero origine ad un gatto dall’aspetto possente e selvaggio. In realtà questa razza è stata creata per caso: Virginia Daly, l’allevatrice che lo "inventò", aveva tutt’altre intenzioni quando scelse gli esemplari da incrociare, ma non poté rimanere indifferente a tale mix di bellezza e potenza.

E' un gatto atletico e aggraziato; la testa è appuntita, un po’ squadrata; sulla fronte è ben disegnata la M caratteristica. Le orecchie sono grandi e presentano ciuffi di pelo interni; gli occhi sono a mandorla posizionati obliquamente e sono di color giallo-verde. Il torace è leggermente ampio, la schiena è un po’ appiattita. La coda è lunga e sottile. Gli esemplari di entrambi i sessi appaiono massicci, con ossa possenti e muscoli forti.

Ha un pelo morbido, lucente e liscio. La caratteristica peculiare è il mantello "spotted", cioè con macchie, anche se sono presenti strisce che inanellano la coda. E’ molto simile alla pelliccia dell’Ocelot, grande felino americano, da cui prende il nome. Il colore di fondo più diffuso è uno strano miscuglio oro e cannella, ma non mancano diverse sfumature e colorazioni, tutte dovute alla quantità di razze diverse usate in origine: ciascuna razza ha portato con sé i geni specifici che determinano i vari colori e che vengono espressi in maniera diversa nelle generazioni.

L’aspetto selvaggio nasconde invece un gatto dal temperamento pacifico, amabile. Si adatta bene ai diversi ambienti ed è molto intelligente ed ubbidiente: nessun luogo è per lui inaccessibile ed è in grado di imparare semplici comandi di obedience.

BURMESE

burmeseGatti simili agli attuali Burmesi sono ricordati in alcuni poemi thailandesi del XIV secolo, ma l’origine accreditata di questa razza è abbastanza recente. Si narra che nel 1930 il Dott. James Thompson, affascinato dal colore marrone caldo del mantello di una gatta di nome Wong Mau, acquistò il felino da un mercante della Birmania e lo portò in America, iscrivendolo all’esposizione felina di San Francisco. La gatta non ottenne il favore della giuria, perché considerata un siamese dal colore sbagliato, ma il padrone non si arrese e cercò di ottenere altri gatti simili a lei e dare così origine alla nuova razza. Provò l’incrocio con un siamese e difatti ottenne, fra gli altri, un gattino simile a Wong Mau, con il mantello marrone omogeneo. Uno studio accurato determinò anche il gene responsabile di tale colorazione e la caratteristica fu fissata nelle generazioni. Nel 1936 fu ufficialmente riconosciuta la razza burmese.

La razza ebbe particolarmente successo soprattutto in America e in Inghilterra ed esistono standard differenti nei due Stati: lo standard americano prevede un gatto abbastanza compatto e dalle forme arrotondate, mentre quello inglese privilegia la linea slanciata. In generale è un gatto di media grandezza, arriva a pesare al max 5 chilogrammi. La testa è a forma triangolare con i lati arrotondati e senza spigolature; le orecchie sono distanziate fra loro e portate leggermente in avanti. Gli occhi devono essere grandi ed espressivi, preferibilmente di un color giallo-oro. Le zampe sono di lunghezza media, proporzionate al corpo, i piedi sono piccoli e ovali.

Ha il pelo corto, setoso, ben aderente al corpo e quasi mancante di sottopelo. La varietà più diffusa tipico è detta zibellino e presenta il pelo di un colore marrone caldo. Sono ammesse molte varietà di colore, dal liliac al chocolate, dal colore uniforme al pezzato, purchè nell’insieme non sembri un siamese. Indipendentemente dal colore, tutti gli esemplari hanno una colorazione più chiara nella parte inferiore del corpo rispetto alla schiena, mentre le zampe possono presentare un leggero contrasto, senza mai delineare delle figure, come ad esempio delle striature. I cuccioli hanno un mantello color caffèlatte, destinato però a scurirsi con la crescita.  

E' dolce, socievole e tranquillo, ama giocare ed essere accudito. Si adatta bene all’ambiente, quindi può essere tenuto sia in appartamento sia in giardino. Salute: è consigliata una dieta non molto varia per evitare l’insorgenza di intolleranze alimentari soprattutto in gravidanza e svezzamento.

Articoli più letti

Login

ricordati-di-me

Immagini Utenti
 
Online

Abbiamo 15 visitatori e un utente online