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LA GIRAFFA

Ricerca curata da Silvia Di Stefano della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Milano

Tra i ruminanti si annoverano specie il cui aspetto difficilmente armonizza con quello degli animali attualmente esistenti e richiamano alla mente le fantastiche creature dei primi tempi della vita sulla terra: il più appariscente tra questi è certo la giraffa.

Classificazione scientifica: La giraffa viene classificata come Giraffa camelopardalis nella famiglia dei giraffidi, ordinedegli artiodattili. Ne esistono 8 sottospecie diverse, tra le quali :

la giraffa reticolata; G.c.reticulata
la giraffa dei Masai; G.c. tippelskirchi
la giraffa di Rothschild; G.c. Rothschild
la giraffa del Capo; G.c. giraffa

Gli antenati della giraffa erano animali dal collo corto che vivevano probabilmente nelle foreste e si nutrivano delle foglie che strappavano dai rami degli alberi e dai cespugli non molto alti. Con l'espansione della steppa africana, nell'era preistorica, in vaste zone gli alberi divennero decisamente rari. Gli animali alti, che potevano raggiungere la maggior parte del fogliame, avevano una vita migliore rispetto a quelli bassi e col volgere dei secoli la lunghezza del collo e delle zampe delle giraffe è andata via via aumentando. La giraffa è allora un Ungulato tra i più specializzati potendo brucare le foglie sulle cime degli alberi e riuscendo a raggiungere simili altezze come nessun altro animale può fare.

Allo stato selvatico la giraffa vive fino a 26 anni, in cattività può anche raggiungere i 36.

  • Le caratteristiche fisiche
  • Giraffa reticolata
  • Comportamento motorio
  • La dieta
  • L’accoppiamento
  • Sistema gerarchico

La Giraffa: IL SISTEMA GERARCHICO

I veri combattimenti avvengono solo quando un maschio completamente estraneo, il cui rango non è stato definito, si introduce nella zona. In questo caso i combattenti utilizzano la testa per colpirsi a vicenda; il movimento del collo, simile ad un pendolo, permette alla giraffa di colpire con estrema potenza. Il cervello è protetto da un cranio ben ossificato ma, malgrado tale protezione, le giraffe possono svenire durante la lotta.

La Giraffa: L'ACCOPPIAMENTO

Anche se i maschi sono abbastanza tolleranti tra di loro, solo pochi maschi dominanti sono destinati ad essere accolti dalla femmina in un'area particolare. L'accoppiamento, come è risultato dalle osservazioni compiute in alcuni parchi zoologici, avviene in marzo oppure all'inizio di aprile ed il periodo di gravidanza dura circa 440 giorni in modo che il parto avvenga in maggio o giugno. Dopo il periodo di gestazione, allora, nasce un solo cucciolo che raggiunge, già alla nascita, i 2 m di altezza.

In genere i piccoli nascono in zone riservate alla maternità; numerose femmine possono partorire contemporaneamente i loro cuccioli e dopo 1 o 2 settimane questi ultimi possono riunirsi in gruppi che sono autosufficienti, permettendo alle giraffe madri di allontanarsi alla ricerca di cibo. Esse tornano però ad intervalli regolari per allattare i piccoli che vengono svezzati verso i 15 mesi se maschio o 17 se femmina. Molti anni fa fu rilevato un caso particolare circa l'accoppiamento di una giraffa e la seguente nascita del piccolo: entrambi i sessi, durante il periodo dell'accoppiamento, emettevano un leggero muggito; i maschi si assalivano senza particolare veemenza e si strofinavano a vicenda le corna su schiena e fianchi. Non vi furono lotte serie. Il parto fu molto rapido e facile. Il piccolo venne alla luce con le zampe anteriori e la testa per prime. Dopo la nascita stette immobile per circa un minuto, quindi cominciò a respirare; dopo mezz'ora cercò di alzarsi e venti minuti dopo si diresse barcollando verso la madre. Questa lo guardò con una certa indifferenza ed il giorno dopo si dovette portare una mucca che allattò il giraffino per più di un mese. Dieci ore dopo la nascita il piccolo si aggirava qua e là e al terzo giorno di vita si esercitava già in salti. Alla nascita misurava soltanto 1.20 m di altezza con una coda di 50 cm. Dopo nove mesi la madre si accoppiò nuovamente e partorì dopo 431 giorni un altro giraffino il quale dopo dodici ore dalla nascita succhiava il latte dalla madre, dopo due settimane si nutriva di piante e dopo quattro mesi cominciò a ruminare.

La Giraffa: LA DIETA

In realtà, la giraffa potrebbe vivere per più di un mese senza bere perchè ricava l'acqua dalle foglie e non dall'erba; tanto è che a differenza di molti erbivori africani, non migra durante la stagione secca. Naturalmente il cibo della giraffa è adeguato alla sua conformazione. L'animale è poco adatto a pascere l'erba da terra, ma possiede tutti i requisiti per nutrirsi del fogliame degli alberi, servendosi soprattutto della lingua assai mobile che può raggiungere i 45 cm di lunghezza; la maggior parte dei ruminanti usa la lingua per cogliere il cibo, ma nessuno ne fa un uso talmente esclusivo quanto la giraffa. Spesso strappa le foglie dagli alberi facendo passare i ramoscelli fra i denti. Nella vita libera si nutre principalmente di rami, gemme e foglie di acacia o di mimosa di varie specie che caratterizzano ora la parte settentrionale dell'Africa ora quella meridionale; a nord non disdegna le piante rampicanti che in quelle regioni avvolgono gli alberi delle foreste. Raramente la giraffa si nutre dell'erba della savana, benchè la mangi quando è ancora verde. Essa rumina tenendosi in posizione eretta e solitamente durante la notte, ma tale operazione sembra duri in lei un tempo minore che per gli altri ruminanti.

Una vista acuta per stare in guardia!

Si racconta, come un allegro aneddoto, che più di una signora sia stata derubata dei fiori sul cappello da qualche giraffa a cui si era avvicinata. Ciò denota come la giraffa si lasci guidare dalla vista più che dall'olfatto; la vista è infatti il senso più sviluppato! Poiché la sua testa è posta molto in alto ha infatti un campo visivo notevolmente ampio e così la sua abilità nello scoprire un pericolo non ha rivali e molti altri Ungulati africani ricercano la sua compagnia in quanto si fidano di questa sua virtù per avvistare i predatori che si avvicinano. In generale, comunque, gli organi di senso sono molto sviluppati: la giraffa è una creatura intelligente, amabile e, in confronto alla sua altezza, buona, pacifica e dolce. Vive in buon accordo non solo con i suoi simili, ma anche con altri animali finché questi non si rendano fastidiosi o pericolosi. In caso di necessità, si difende molto bene non con le corna, ma con poderosi colpi delle lunghe e forti zampe. I principali nemici della giraffa sono infatti il leone, il leopardo, la iena ed il licaone anche se la minaccia riguarda quasi esclusivamente gli individui più giovani. Solo i leoni sono però capaci di abbattere una giraffa adulta, tuttavia si tratta di un'impresa ardua in quanto un leone solitario rischia solitamente la morte.

La Giraffa: COMPORTAMENTO MOTORIO

(Foto: www.worldwildlife.org)

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